OSSI DURI – La storia di Maria

Per gentile concessione di Maria

Ciao, mi chiamo Maria. Vi racconto la mia storia. Non avrei mai pensato di bloccare la mia vita per un anno e mezzo, di essere costretta ad andare lontano per rinascere. Tredici anni fa sono rinata. Era il 9 marzo 2009 quando un ricovero d’urgenza all’ Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna mi portò dopo qualche giorno una bruttissima notizia. Non sapevo fino a quel momento cosa fosse la parola OSTEOSARCOMA, non sapevo dell’esistenza dei tumori ossei.

Ricordo benissimo quei giorni, tante visite, tanti controlli e nel giro di pochissimi giorni mi sono ritrovata a dover affrontare un percorso duro e in salita: la chemioterapia. Mi sono vista cambiare, improvvisamente dimagrire, i miei capelli sparire, però le mie ciglia e sopracciglia non si sono mai mosse da lì, sono state il simbolo della mia forza, nemmeno loro si volevano arrendere. Ricordo i giorni prima dell’intervento, tutte le migliaia di raccomandazione per il post operazione, ricordo la frase “dobbiamo ricostruirti il ginocchio, un pezzo di tibia e di femore, non potrai più correre, ballare, saltare, indossare i tacchi, stare in piedi più di 15 minuti consecutivi (su questo punto non prendetemi come esempio perché, togliendo il correre e saltare, che non ricordo nemmeno più come si fa, tutto il resto lo faccio). Per me che praticavo danza e pallavolo è stato un trauma. Però ho affrontato l’intervento con il buon proposito che “lui” sarebbe sparito dalla mia vita.

Durante quel percorso di vita, ho conosciuto persone meravigliose, dai compagni di avventura a tutto il personale medico e infermieri, non solo di Bologna ma anche la parte più umanitaria di Alghero, parlo del centro trasfusionale. Ora sono qui a raccontare la mia vita, tredici anni dopo la mia vittoria, perché voglio portare un messaggio positivo a tutti coloro che stanno lottando. Per i medici dovrei stare ferma secca e pesta in un angolo, invece no io vi faccio divertire, trasmettendo il mio entusiasmo e la mia passione che mi ha salvata durante quel periodo.

Spero di poter essere un esempio per tutti coloro che si arrendono al primo ostacolo, perché, nonostante tutt’ora abbia dei crolli e delusioni, trovo sempre la forza di rialzarmi e lottare. Grazie a quell’esperienza, ho imparato a lottare per i miei obiettivi che, allora, era la lotta per la vita, oggi è diventata la lotta per realizzare me stessa al 100%”!Non mi resta che dire “IO SONO ANCORA QUA”.

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