Un dicembre all’insegna della generosità. Grazie, auguri e…

Dicembre è stato un mese straordinario per AGITO. L’associazione è stata costituita un anno fa e, appena tre mesi dopo avere stilato l’atto costitutivo, ci siamo ritrovati bloccati dal Covid-19. Ferme tutte le iniziative di raccolta fondi, fermi tutti i progetti in ospedale. Una doccia fredda che è arrivata nel momento di massimo entusiasmo da parte di tutti i soci e di chi ci segue.

Scoraggiare però un gruppo di genitori che hanno vissuto il cancro sui propri figli non è davvero possibile e allora ci siamo ugualmente mossi pur non potendo muoverci. Abbiamo realizzato un opuscolo per raccontare come ci si può rendere utili con una famiglia che sta affrontando il cancro, “Piccole Carezze” che possono fare la differenza nel lungo percorso di cura e si spera di guarigione. Abbiamo lanciato una campagna di sensibilizzazione sui sarcomi via social durante il mese di Luglio, mese dedicato a queste patologie, portando storie e volti di chi ha combattuto perché nelle malattie rare si parla troppo spesso di numeri tralasciando le persone. Abbiamo continuato con la sensibilizzazione a Settembre sui tumori infantili e abbiamo spedito i tatuaggi con il nastro oro, simbolo della lotta dei bambini con il cancro, in tutta Italia. Ovviamente durante tutto l’anno abbiamo fatto pervenire regali, mandala e giochi ai pazienti più giovani ricoverati presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli.

Abbiamo molti progetti da realizzare, alcuni già definiti che attendono solo il via libera dell’ospedale, ma ovviamente i progetti richiedono un minimo di fondi per essere realizzati. Nel mese di Dicembre insieme ai giochi sono pervenute tantissime donazioni inaspettate e spontanee che ci hanno sorpreso e commosso e che ci hanno consentito di sognare con maggiore tranquillità; a queste si sono aggiunti tantissimi contributi per accaparrarsi le borraccine AGITO (il nostro primissimo gadget!), le decorazioni Natalizie di Silvana Campanaro, le collane di Mariolina Costagliola, le copie del libro “Ciao Ele” scritto da Umberto Teot in un crescendo sorprendente.

La nostra grinta ora si accompagna alla gratitudine. Siamo pronti per questo 2021 che speriamo sarà l’anno in cui ci libereremo di questo virus malefico, siamo pronti a combattere le nostre battaglie. Permetteteci allora un liberatorio “fuck cancer” espressione molto usata nei paesi anglosassoni, perché ogni tanto qualche brutta parola verso una malattia mostruosa possiamo concedercela.

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